
Rientro a casa, il tramonto lontano.
Provo gusto nella mancanza di consistenza di questa giornata che sembra voler raccontare i segreti di luglio. Caldo che appesantisce il fiato, all'orizzonte quella che sarà notte senza nuvole. Assenza di movimento che non è quiete .
Immobili tutti quanti. Vecchi e stanchi.
Invece è uno scherzo, tutto uno scherzo la cui perfezione s'incrina d'improvviso.
Perchè oggi ho fortuna. Ancora non lo so. Ma ho fortuna.
Bastano pochi gesti senza cura.
Legno che scricchiola sotto i piedi scalzi mentre salgo le scale.
La luce passa le serrande, accendo il computer.
Bevo acqua ghiacciata dalla bottiglia.
Tremo, quasi in anticipo sul reale.
Nuovo messaggio di posta elettronica.
E' a questo punto che dovrei stirare le labbra in un sorriso.
Sophie scrive da Parigi.
Di più: ha inviato il messaggio nell'istante esatto in cui lo schermo del mio computer ha preso vita. Sensazione di mancanza sensibile e sguardo contento.
Non la vedo da due anni, Sophie.
Chissà che fine ha fatto la sua lunga gonna bianca di cotone leggero. La adoravo.
Mi siedo, la poltrona di pelle è appiccicosa.
Piccoli collassi cardiaci per un ragazzino barcollante: la mia fotografia migliore.
Lei attrazione luminosa di un'unica estate romana.
Lettera digitale, la sua, fatta di una sola frase.
"Perchè si ama davvero solo quel che non si può toccare..."
Se non parlo per il resto della sera è perchè sono stato rapito dalla sorpresa.
Regalerei il sonno per quella sospensione dopo il verbo all'infinito.
Provo gusto nella mancanza di consistenza di questa giornata che sembra voler raccontare i segreti di luglio. Caldo che appesantisce il fiato, all'orizzonte quella che sarà notte senza nuvole. Assenza di movimento che non è quiete .
Immobili tutti quanti. Vecchi e stanchi.
Invece è uno scherzo, tutto uno scherzo la cui perfezione s'incrina d'improvviso.
Perchè oggi ho fortuna. Ancora non lo so. Ma ho fortuna.
Bastano pochi gesti senza cura.
Legno che scricchiola sotto i piedi scalzi mentre salgo le scale.
La luce passa le serrande, accendo il computer.
Bevo acqua ghiacciata dalla bottiglia.
Tremo, quasi in anticipo sul reale.
Nuovo messaggio di posta elettronica.
E' a questo punto che dovrei stirare le labbra in un sorriso.
Sophie scrive da Parigi.
Di più: ha inviato il messaggio nell'istante esatto in cui lo schermo del mio computer ha preso vita. Sensazione di mancanza sensibile e sguardo contento.
Non la vedo da due anni, Sophie.
Chissà che fine ha fatto la sua lunga gonna bianca di cotone leggero. La adoravo.
Mi siedo, la poltrona di pelle è appiccicosa.
Piccoli collassi cardiaci per un ragazzino barcollante: la mia fotografia migliore.
Lei attrazione luminosa di un'unica estate romana.
Lettera digitale, la sua, fatta di una sola frase.
"Perchè si ama davvero solo quel che non si può toccare..."
Se non parlo per il resto della sera è perchè sono stato rapito dalla sorpresa.
Regalerei il sonno per quella sospensione dopo il verbo all'infinito.


