Di Londra restano l'addio, o l'arrivederci.
Non esite viaggio senza un ritorno a seguire la partenza.
Magia, banalità, amore, orrore.
Difficile raccontare.
Contento e intorpidito.
Ecco, scelgo solo una faccia del prisma.

Pioggia battente, mezzanotte a Tottenham Court Road.
La testa bagnata sopra e sotto, la tua schiena calda.
Pelle leggerissima.
Occhi nocciola in cui io...
Naso contro naso cerchiamo l'impossibile:
non lasciarci sfuggire l'un l'altra.
Abbiamo smesso di tremare perchè non sappiamo più sentire freddo.
"Siamo fortunati e incredibili" sussurri al mio orecchio.
Sorrido.
Dovresti estinguermi.
"Riesco, posso solo sentirti" smarrisco senso e originalità in fretta.
Chiami il mio nome in italiano, con una lieve inflessione francese che io adoro.
"Voglio che tu mi scriva" dici.
Ti stringo più forte, difficile sentire male.
"Lo farò".
Getti quel che resta della sigaretta nella pozzanghera vicina.
Specchio inconsueto.
Non esiste spazio per il vento, ora, tra noi.
Ti scompiglio i capelli corti.
"Non guardarmi in quel modo..."
Lo dici in francese accarezzandomi la guancia.
E io lo rifaccio.
Fragili respiri lenti.
"Non guardarmi in quel modo..."
Profumi d'aria, ridi e mi scruti dal basso: "Perchè devi andartene?"
Dopo di che è solo silenzio confortevole, buio chiarissimo, saliva.
Tempo indeterminato.
"Non mi piacciono gli inizi e gli addii, e noi siamo entrambi".
Resto senza parole.
Nello stomaco della città, underground, riprendiamo a tremare.
Con le dita disegno giochi astratti sul tuo viso.
Hai le gote rosse, le maniche del maglione strette tra le mani.
Il caso ci abbandona.
Au revoir Elodie.
Londra.
Non esite viaggio senza un ritorno a seguire la partenza.
Magia, banalità, amore, orrore.
Difficile raccontare.
Contento e intorpidito.
Ecco, scelgo solo una faccia del prisma.

Pioggia battente, mezzanotte a Tottenham Court Road.
La testa bagnata sopra e sotto, la tua schiena calda.
Pelle leggerissima.
Occhi nocciola in cui io...
Naso contro naso cerchiamo l'impossibile:
non lasciarci sfuggire l'un l'altra.
Abbiamo smesso di tremare perchè non sappiamo più sentire freddo.
"Siamo fortunati e incredibili" sussurri al mio orecchio.
Sorrido.
Dovresti estinguermi.
"Riesco, posso solo sentirti" smarrisco senso e originalità in fretta.
Chiami il mio nome in italiano, con una lieve inflessione francese che io adoro.
"Voglio che tu mi scriva" dici.
Ti stringo più forte, difficile sentire male.
"Lo farò".
Getti quel che resta della sigaretta nella pozzanghera vicina.
Specchio inconsueto.
Non esiste spazio per il vento, ora, tra noi.
Ti scompiglio i capelli corti.
"Non guardarmi in quel modo..."
Lo dici in francese accarezzandomi la guancia.
E io lo rifaccio.
Fragili respiri lenti.
"Non guardarmi in quel modo..."
Profumi d'aria, ridi e mi scruti dal basso: "Perchè devi andartene?"
Dopo di che è solo silenzio confortevole, buio chiarissimo, saliva.
Tempo indeterminato.
"Non mi piacciono gli inizi e gli addii, e noi siamo entrambi".
Resto senza parole.
Nello stomaco della città, underground, riprendiamo a tremare.
Con le dita disegno giochi astratti sul tuo viso.
Hai le gote rosse, le maniche del maglione strette tra le mani.
Il caso ci abbandona.
Au revoir Elodie.
Londra.