...ammetto la materialità per niente indulgente di questo sisma emotivo, che provo a curare con note varie insindacabilmente magnifiche: che siano pesci malati o sprazzi di sole finissimo come l'ultraterreno più fisico che possiate immaginare. E poi, chiaramente, c'è la parola. C'è questo, altro da me sorridente di cui non posso fare a meno, d'improvviso. Domande fluttuanti, il maldestro tentativo di non tramutare ogni cosa in una nuova ossessione patologica. Per una volta, che ciascuno abbia il suo tempo, provare a costruire su voci vibranti e musica i dopodomani. Senza logorarne i bordi con metodica precisione, in anticipo. Questo è un crocevia, credo. Il retrobottega del cervello si perde, come prima di qualsiasi decisione che abbia davvero peso specifico, in un liquido che odora di velluto. Esistenzialismo? Bah. Poesia & Mirabelle.

J.M. Basquiat, Slave Auction [particolare]
A scivolare
è la concretezza della terra:
sporco il silenzio d'attesa
circoscrivo la negazione
mi prenderai
- urla di niente -
Solstizio e cicatrice:
araba la tela
su cui stiamo danzando
strascichi metropolitani
Dove s'estingue il dedalo
Mirabelle
non c'è approdo
ma il tempo

J.M. Basquiat, Slave Auction [particolare]
A scivolare
è la concretezza della terra:
sporco il silenzio d'attesa
circoscrivo la negazione
mi prenderai
- urla di niente -
Solstizio e cicatrice:
araba la tela
su cui stiamo danzando
strascichi metropolitani
Dove s'estingue il dedalo
Mirabelle
non c'è approdo
ma il tempo