mercoledì, 21 ottobre 2009
Comfortably numb?


L'autunno si presenta svestito: una stanchezza satura, attorno al colo come seta. Ogni fermata un sobbalzo, una supplica. Polvere di ferro sospende l'alba. Nessuna aspettativa, eppure un'aritmia incipiente: volti nuovi, le foglie cadono dissanguate, scrittura sempre, comunque.

L'autunno arriva al termine di un'estate di poca poesia durante la quale, tra l'altro l'11 settembre, se n'è andato uno dei pochi personaggi reali e mai conosciuti che sul me poco più che bambino hanno avuto l'effetto di uno tsunami sulle spiagge asiatiche. New York ha pianto sommessa, io sono stato in silenzio per minuti: una sensazione del tutto diversa dal freddo che mi intorpidisce ora, quasi confortevole.
Au revoir, Jim

JimCarroll
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